A dirigenti, operatrici ed operatori di Oxfam Italia, come Portavoce AOI.

Care e cari é davvero un brutto periodo per Oxfam, nostro socio e per tutte le Ong e organizzazioni sociali. Si costruiscono castelli su vicende circoscritte, conosciute da 7 anni (!), anche denunciate dalle organizzazioni coinvolte. Lo si fa per irresponsabilità da parte di alcuni media e anche, purtroppo, della politica.

Dobbiamo aver ben chiaro che a molti, anche nelle istituzioni, talvolta, il nostro operato solidale da soggetti no profit e non governativi in Italia, Europa e Regno Unito dà molto fastidio. Questo ci porta inesorabilmente a sentirci sempre ‘sotto esame’, noi che abbiamo l’obiettivo di porre massima attenzione nell’operare dentro codici di condotta etici e con la massima trasparenza da ogni punto di vista, spesso più di qualsiasi altro attore della nostra società.

Non ci è mai costato caro fare questo, é parte integrante della nostra missione e visione, ma essere da mesi così sotto pressione non é normale, e temo che lo sarà a lungo: ci aspetta una stagione di ‘resistenza’ solidale e di impegno per sentirci ed essere sempre soggetto unitario. AOI ha saputo rispondere alla stagione terribile vissuta dagli enti delle adozioni internazionali prima e dalle ong del soccorso in mare poi. In mezzo reiteratamente ad attacchi mediatici con illazioni sull’ ‘utilizzo delle donazioni’ e la nostra capacità di dimostrare trasparenza.

Ora é preso di mira chi denuncia le assurdità di questo mondo globale diviso tra pochissimi ‘paperoni’ e l’infinita comunità di poveri, oppure chi si fa carico di accogliere i disperati. Non ci si deve arroccare nella difesa non ragionata di chi di noi sbaglia, ma ‘cum grano salis’.

Non sono operatrici e operatori di Oxfam Italia i protagonisti di quelle orribili violazioni dei diritti umani. Che vanno fermamente condannate e di cui vanno appurate le responsabilità, dirette e indirette.

Vigilare sull’eticità dell’operato solidale é essenziale. Ho apprezzato gli interventi del Direttore di Oxfam Italia, Roberto Barbieri, persona di un’onestà intellettuale assoluta, a cui esprimo la mia solidarietà e il mio appoggio incondizionato, che valga per tutti gli uomini e le donne di Oxfam Italia.

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Questa la nota pubblicata da Oxfam Italia

OXFAM ITALIA: NON SI FERMA IL NOSTRO IMPEGNO CONCRETO CONTRO POVERTÀ E DISUGUAGLIANZE

Dal 9 febbraio Oxfam è oggetto di una forte attenzione mediatica, divampata in Inghilterra sulle pagine del Times e dell’Observer  per poi diffondersi in tutta Europa e in tutto il mondo.

Con queste poche semplici righe cerchiamo di fare chiarezza su cosa sia successo e su quali siano i valori in campo.

COSA È SUCCESSO

Nel 2010 Oxfam ha risposto in tempi brevissimi all’emergenza umanitaria causata dal devastante terremoto di magnitudo 7,0 MW che si è abbattuto il 12 gennaio dello stesso anno sull’isola di Haiti.

1 milione e 200 mila persone sono state soccorse grazie al lavoro di circa 1000 fra nostri operatori locali e internazionali, che hanno costruito rifugi, portato cibo e distribuito 300 milioni di litri di acqua pulita da bere e per lavarsi, scongiurando così la diffusione del colera.  Per fare tutto questo Oxfam ha raccolto in tutto il mondo 98 milioni di dollari, dei quali ogni centesimo è stato interamente impiegato sul campo.

Mentre la risposta umanitaria era in atto, 7 fra i membri dello staff di Oxfam Gran Bretagna presente in loco, incluso il country director belga Roland Van Hauwermeiren, sono stati indiziati di frequentare prostitute e di molestie sessuali nei confronti di donne haitiane. È altresì stato ipotizzato che gli stessi uomini avessero tenuto un comportamento simile già nel 2006 in Chad, sempre mentre operavano per conto di Oxfam Gran Bretagna.

Oxfam GB ha immediatamente avviato un’indagine interna sui fatti di Haiti, allo scopo non solo di verificare le eventuali responsabilità dei 7 operatori coinvolti ma soprattutto di tutelare e salvaguardare le potenziali vittime. Le indagini hanno portato alle dimissioni di tre operatori durante il loro svolgimento e al licenziamento di altri 4 alla loro conclusione.

Recentemente sono state inoltre presentate alla stampa inglese accuse di molestie nei confronti di una ragazza minorenne che prestava volontariato presso uno delle centinaia di Oxfam Shop inglesi. Di queste segnalazioni sarebbe stato informato anche il numero 1 di Oxfam GB, Mark Goldring. Anche in questo caso l’applicazione delle procedura è stata tempestiva e rigorosa.

LA RISPOSTA DI OXFAM GRAN BRETAGNA

Non appena conclusasi la veloce ma accurata inchiesta interna che ha accertato i gravi fatti di Haiti, nel 2011 Oxfam GB ha immediatamente licenziato 4 collaboratori, mentre altri 3 si erano dimessi già durante le indagini, fra i quali anche Van Hauwermeiren. A partire dal 5 settembre dello stesso anno Oxfam GB, coerentemente ai valori di trasparenza dell’organizzazione, ha rappresentato i fatti ai mezzi d’informazione, alla Charity Commission britannica e ai principali donatori internazionali.

Il 12 febbraio 2018, all’emergere di forti connessioni fra quanto successo ad Haiti e 4 anni prima in Chad, l’attuale Vice Direttrice di Oxfam GB –all’epoca Direttrice dei Programmi di Cooperazione e quindi la responsabile più alta in grado dei programmi ad Haiti- Penny Lawrence, dimostrando un forte senso di responsabilità morale, ha annunciato le proprie dimissioni.

Perché fatti come questi non accadano più, già dal 2011 sono state rafforzate le misure esistenti e recentemente messe in atto nuove procedure di salvaguardia in tutto il mondo. Oxfam, con questa ulteriore iniziativa, si impegna, al fine di essere progressivamente all’avanguardia, nella gestione dei casi di comportamenti scorretti e di molestie nei progetti umanitari e di cooperazione, a partire dalla prevenzione, all’azione immediata a favore delle vittime, fino a prendere provvedimenti disciplinari di assoluto rigore.

In particolare sono proprio le donne di Oxfam a guidare questo cambiamento, in pieno spirito di uguaglianza e uguale possibilità di espressione (15 dei 22 Direttori Generali delle affiliate Oxfam sono donne, e anche la carica di Direttore Generale Internazionale è adesso ricoperta da Winnie Byanyima).

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