TOPSHOT – Palestinian protestors wave their national flag and gesture during a demonstration commemorating Land Day near the border with Israel, east of Khan Yunis, in the southern Gaza Strip on March 30, 2018.
Clashes erupted as thousands of Gazans marched near the Israeli border in a major protest dubbed “The Great March of Return”. / AFP PHOTO / SAID KHATIB

Appello urgente al Primo Ministro Gentiloni e al Ministro degli Esteri Alfano della Piattaforma delle ONG Italiane in Mediterraneo e Medio Oriente

Amnesty International l’ha definita “un’aberrante violazione del diritto internazionale e dei diritti umani”.

La conta di morti e feriti, impossibile da aggiornare in tempo reale, parla già di 55 vittime, tra cui 5 bambini e 1 bambina, e oltre 2700 feriti, molti dei quali dovranno convivere con disabilità croniche vista l’impossibilità di ricevere adeguata assistenza medica a causa del collasso del sistema sanitario della Striscia di Gaza, soffocata dall’assedio che Israele ha imposto da oltre 10 anni. Non c’è acqua potabile, mancano sangue, medicine ed elettricità.

La furia dei droni e dei proiettili israeliani ha colpito deliberatamente anche i giornalisti (inclusa la troupe di Al Jazeera), ferendone almeno 11. Queste inaccettabili violazioni del diritto alla vita, alla salute, alla libertà di espressione e di manifestazione devono essere immediatamente fermate. Le proteste degli abitanti della Striscia di Gaza si inquadrano in un contesto di crisi umanitaria gravissimae di continui abusi e violazionicommesse da Israele a danno di una popolazione civile che vive in una prigione a cielo aperto. Non si possono derubricare gli eventi di queste settimane a disordini fomentati da qualche facinoroso.

Le violazioni di Israele continuano a rimanere impunite. La lista di feroci campagne militari, come Margine Protettivo, che hanno causato migliaia di morti e distruzione, non sembra conoscere tregua. Al contrario, Israele continua ad essere premiato dalla comunità internazionale con rapporti diplomatici solidi e supporto incondizionato. Continuare a giustificare il comportamento violento, aggressivo e provocatorio di Israelenon fa altro che indebolire i cardini del diritto internazionale e allo stesso tempo, in maniera perversa, legittimare gli estremismi, con grave danno per i diritti della popolazione occupata e per la sicurezza delle città europee.

Chiediamo con forza l’intervento tempestivo del Governo Italiano affinché:

1. Condanni pubblicamente l’uso sproporzionato della forzae chieda l’immediata cessazione dell’assedio della Striscia di Gaza, che da oltre dieci anni colpisce circa due milioni di persone costringendole a condizioni di vita insostenibilie a subire punizioni collettive.

2. Si faccia immediatamente promotore di un canale umanitarioche consenta il trasferimento sia a livello locale che internazionale della popolazione della Striscia di Gazache necessita di cure mediche, sia a causa dei recenti attacchi che per altre malattie non curabili nella Striscia.

3. Proponga in sede di Unione Europea il ritiro degli Ambasciatori degli Stati membricome gesto di condanna dell’uso illegale della forza e delle continue violazioni del diritto internazionale. Inoltre, che i Paesi dell’Unione, quali Austria, Romania e Repubblica Ceca, che hanno adottato una posizione sullo status di Gerusalemme discordante dalla posizione ufficiale dell’UE, siano chiamati a fornire chiarimenti su tale condotta di fronte al Parlamento Europeo.

4. Ribadisca che nei negoziati futuri con i Paesi orientati all’adesione all’UE, come Macedonia, Serbia, Montenegro e Albania, venga tenuta in debita considerazione la loro posizione non-allineataalla posizione dell’Unione Europea circa lo status della città di Gerusalemme.

5. Si faccia promotore dell’immediata sospensione dell’Accordo di Associazione tra Israele e Unione Europeanel quadro della Politica Europea di Vicinato condizionata alla cessazione dell’uso della forza e dell’assedio della Striscia di Gaza.

6. Richieda che il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite predisponga l’urgente invio di una factfinding missional fine di assicurare la raccolta di prove circa la commissione di crimini internazionalida trasmettere alla Corte Penale Internazionale per porre fine al clima di impunità finora prevalente.

La Piattaforma delle ONG Italiane in Mediterraneo e Medio Oriente riunisce più di 40 Organizzazioni Non Governative italiane operanti nei paesi del Mediterraneo e Medio Oriente

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