AOI esprime forte preoccupazione per quanto nei media emerge degli esiti del prevertice di Parigi, che anticipa di pochi giorni il summit di Tallin, sul tema dei flussi migratori. Italia, Germania e UE hanno deciso:

  • di dare ‘fiducia’ e autonomia nel controllo dei flussi dei migranti e profughi al governo libico, che non ha rispetto alcuno dei diritti umani, con la conseguente piena e libera operatività alla sua guardia costiera, quella stessa che spara alle navi che salvano vite umane, anche a quelle della guardia costiera italiana;
  • di colpire le #ONG, limitandone fortemente l’operato umanitario e stabilendo livelli di controllo addirittura delle loro fonti di finanziamento.

 

In questi mesi Ong e associazioni impegnate nell’asilo e accoglienza dei profughi e migranti hanno inviato appelli, posizionamenti e proposte al Governo italiano chiedendo incontri per un confronto e hanno sensibilizzato le reti sociali della solidarietà europea perchè chiedessero un impegno dei loro Paesi a fianco dell’Italia nell’affrontare la crisi umanitaria. Ma non QUESTO tipo di impegno, teso a erigere nuovi ‘muri’.
Le ONG attive sulle navi della solidarietà sono state oggetto di attacchi mediatici e commissioni d’inchiesta da cui é emersa chiaramente la loro mission e la loro azione trasparente e coerentemente solidale. Oggi di nuovo Italia, Francia, Germania e UE insieme hanno deciso di ‘sposare’ la linea di Frontex e di individuare nel soccorso umanitario in mare delle organizzazioni sociali il problema, il mitico ‘pull factor’ del fenomeno migratorio.
L’AOI chiede che il Governo italiano incontri le rappresentanze ONG, il Tavolo Asilo e le associazioni tutte che stanno sulle navi della solidarietà nel nostro Mediterraneo per spiegare prima del vertice di Tallin quali sono le posizioni certe dell’Italia e quali le motivazioni: perché venga data una risposta certa alle tante richieste di incontrarsi e confrontarsi. L’Italia non si può permettere una divisione netta tra la politica e la società civile solidale e responsabile.

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