Roma, 16 gennaio 2026 – Si è svolta oggi in Piazza del Campidoglio la manifestazione di solidarietà al popolo iraniano, che ha visto la partecipazione di numerose organizzazioni della società civile, movimenti e cittadini. Presente all’iniziativa AOI (Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale), per ribadire con forza la necessità di un impegno concreto delle istituzioni italiane ed europee a sostegno dei diritti umani in Iran.
Nel corso del suo intervento, Giovanni Lattanzi, Presidente di AOI, ha sottolineato come la mobilitazione odierna non sia un semplice atto formale, ma una scelta di campo necessaria di fronte alla brutale repressione in corso nel Paese.
“Essere qui oggi significa scegliere di non voltarsi dall’altra parte” ha dichiarato Giovanni Lattanzi. “Quello che accade in Iran riguarda tutti noi perché riguarda la dignità umana. Donne, uomini e giovani stanno pagando un prezzo altissimo per chiedere ciò che dovrebbe essere normale: parlare, protestare, vivere senza paura. Davanti a tutto questo, il silenzio non è neutrale, il silenzio diventa complicità. Come AOI, che rappresenta chi lavora ogni giorno nella solidarietà e cooperazione internazionale, sentiamo il dovere di dire che questa non è una ‘questione interna’, ma una ferita che colpisce l’intera comunità internazionale. Le nostre organizzazioni hanno una lunga tradizione di collaborazione con movimenti e organizzazioni di donne, giovani, insegnanti, istituzioni culturali e produttori in Iran come in tutta l’area medio orientale. Sono esperienze che declinano la pace in concreto e che vanno alimentate con la cooperazione, che torniamo a chiedere al Governo italiano di curare e rafforzare con più convinzione come risposta strategica a questa difficile fase”
Il Presidente di AOI ha poi rivolto un appello diretto alle istituzioni nazionali e sovranazionali, chiedendo un cambio di passo che vada oltre la retorica:
“Rivolgiamo un appello chiaro al Governo italiano e all’Unione Europea affinché usino tutte le armi diplomatiche a disposizione per sostenere il popolo iraniano. Non bastano le dichiarazioni di principio: servono iniziative concrete che portino la voce della società civile iraniana nei consessi internazionali e chiedano la fine della repressione e la liberazione dei manifestanti. La stabilità non può essere usata come alibi per chiudere gli occhi.”
Un punto centrale del posizionamento di AOI riguarda la natura del supporto internazionale, che deve rifuggire da logiche belliciste o interferenze esterne: “Il sostegno al popolo iraniano non può e non deve passare da interventi militari o logiche di contrapposizione armata” ha ribadito Lattanzi “L’esperienza ci insegna che quando prevalgono le strategie di potenza, a pagare sono sempre i civili, non i regimi. Allo stesso modo, non esistono soluzioni calate dall’alto: ogni futuro possibile per l’Iran può nascere solo da una scelta libera e autonoma del suo popolo, senza scorciatoie o nuove forme di dipendenza.”
In chiusura, Lattanzi ha rinnovato l’impegno della società civile italiana a mantenere alta l’attenzione sulla crisi iraniana: “La libertà non è divisibile: o vale per tutti o, prima o poi, viene tolta a chiunque. Alla popolazione iraniana diciamo: vi vediamo, vi ascoltiamo, siamo con voi. La nostra solidarietà non finisce oggi in questa piazza; resteremo al vostro fianco finché dignità e diritti non saranno una realtà per tutti.”








