AOI

AOI esprime forte preoccupazione e condanna per l’ennesimo attacco alle libertà fondamentali in Tunisia, segnato dalla sentenza a otto anni di carcere inflitta all’attivista antirazzista Saadia Mosbah.

Fondatrice dell’associazione Mnemty e figura chiave nella lotta contro il razzismo, Mosbah ha contribuito a portare al centro del dibattito pubblico le discriminazioni razziali nel Paese ed è stata tra le promotrici della legge tunisina contro il razzismo del 2018, tra le prime nella regione. Il suo lavoro ha dato visibilità alle violenze e discriminazioni subite in particolare da persone afrodiscendenti e comunità migranti.

Arrestata il 7 maggio 2024 con accuse di riciclaggio e appropriazione indebita, imputazioni che negli ultimi anni appaiono sempre più utilizzate come strumento per criminalizzare attivisti e attiviste, è stata condannata, al termine di un lungo iter giudiziario, a otto anni di carcere. Condannati anche suo figlio (tre anni) e un’altra attivista di Mnemty (due anni), oltre a una multa di 100.000 dinari (circa 30.000 euro). Difesa, organizzazioni tunisine e osservatori internazionali denunciano un accanimento a carattere intimidatoria, aggravato dalla mancata considerazione delle condizioni di salute e dell’età.

Il caso si inserisce in un contesto di crescente restringimento dello spazio civico in Tunisia: procedimenti giudiziari e campagne di delegittimazione contro attivisti e oppositori, ostacoli alle organizzazioni della società civile, uso della retorica securitaria e anti-migranti, limitazioni alla libertà di espressione e associazione, fino ad arresti e condanne di esponenti politici, magistrati, avvocati e giornalisti accusati di complotto contro lo Stato (tra gli altri, un caso molto emblematico ha portato a 34 condanne https://www.amnesty.org/fr/documents/mde30/0546/2025/fr/)

Nonostante il deterioramento dei diritti umani, l’Unione Europea continua a rafforzare la cooperazione con la Tunisia, anche attraverso il Memorandum d’Intesa del 2023, un accordo negoziato a porte chiuse che presenta gravi criticità, soprattutto per la centralità data al controllo migratorio rispetto alla tutela dei diritti fondamentali.

AOI ribadisce che la cooperazione internazionale deve essere subordinata al rispetto dei diritti fondamentali, come previsto dalla “clausola diritti umani” negli accordi UE con i Paesi terzi.

“Il caso di Saadia Mosbah non è isolato, ma evidenzia una tendenza sistemica che colpisce chi difende diritti e libertà. Per questo chiediamo all’Unione Europea e al Governo italiano di rivedere con urgenza il Memorandum e tutti gli accordi di cooperazione con la Tunisia, introducendo meccanismi vincolanti legati al rispetto dei diritti umani e sostenendo concretamente la società civile tunisina”, dichiara Giovanni Lattanzi, presidente di AOI.

In un contesto globale segnato da una crescente restrizione dello spazio civico, AOI richiama l’Europa e l’Italia a schierarsi con chiarezza dalla parte dei diritti e delle libertà fondamentali