AOI

AOI (Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale) accoglie con favore la decisione del Governo italiano di sospendere il rinnovo automatico del Memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele.

Si tratta di un segnale importante e necessario, che va nella direzione del rispetto del diritto umanitario internazionale e del principio di responsabilità degli Stati nel prevenire e non contribuire a gravi violazioni dei diritti umani.

Tuttavia, AOI sottolinea che questo passo, pur significativo, non è sufficiente. Di fronte alla gravità della crisi in corso e alle continue violazioni documentate da organismi internazionali, l’Italia e l’Unione Europea hanno il dovere politico e giuridico di adottare misure più incisive e coerenti.

AOI rivolge quindi un appello urgente al Governo italiano affinché sostenga in sede europea la sospensione dell’Accordo di Associazione UE–Israele, e chieda formalmente l’attivazione dell’articolo 2 dell’Accordo, che vincola le relazioni tra Unione Europea e Israele al rispetto dei diritti umani e dei principi democratici come elemento essenziale della cooperazione economica e politica.

“Non si può continuare a mantenere relazioni privilegiate con uno Stato mentre persistono gravi violazioni del diritto internazionale. Il rispetto dei diritti umani non può essere un principio negoziabile o applicato a geometria variabile”, dichiara Giovanni Lattanzi, Presidente AOI.

AOI ribadisce la necessità di una linea chiara e coerente da parte dell’Italia e dell’Unione Europea: la pace e la sicurezza non possono essere costruite ignorando la legalità internazionale e la tutela delle popolazioni civili.

A livello nazionale chiediamo anche l’immediata introduzione di uno strumento normativo, che vieti il commercio con gli insediamenti illegali nelle colonie in Cisgiordania (inclusa Gerusalemme est), come già richiesto dalle associazioni promotrici della campagna Stop al commercio con gli insediamenti illegali e ancor prima dalla Corte Internazionale di Giustizia nel 2024.

“Continueremo a sostenere, insieme alle altre organizzazioni della società civile, ogni iniziativa che promuova la protezione dei civili, il rispetto del diritto internazionale e l’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni nazionali ed europee” conclude Lattanzi