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AOI

AOI esprime profonda condanna per l’intensificarsi delle violenze compiute dai coloni e delle operazioni condotte dalle forze armate israeliane nel Territorio palestinese occupato. Gli attacchi contro la popolazione palestinese stanno provocando morti, feriti, incendi, distruzione di abitazioni e sfollamenti forzati, aggravando una situazione già segnata da gravi violazioni del diritto internazionale.

Le violenze dei coloni non sono un fenomeno nuovo, ma da anni accompagnano l’espansione degli insediamenti illegali e la progressiva annessione di parti del Territorio palestinese occupato. L’aumento degli attacchi, degli arresti e delle incursioni delle forze armate israeliane, insieme all’annuncio della regolarizzazione di nuovi avamposti e di ulteriori demolizioni di strutture palestinesi, conferma una strategia volta a consolidare l’occupazione – trasformandola in una annessione di fatto – e a portare avanti un processo di pulizia etnica.

Le organizzazioni della rete AOI operano da anni al fianco delle comunità palestinesi, sostenendo servizi essenziali, percorsi di sviluppo e tutela dei diritti. Oggi l’aggravarsi delle violenze mette innanzitutto a rischio la vita e la sicurezza della popolazione civile palestinese, ma rende anche sempre più difficile garantire la continuità degli interventi umanitari e di cooperazione. La presenza delle organizzazioni internazionali sul terreno è anche una forma di osservazione e testimonianza, capace di mantenere alta l’attenzione sulla situazione e di contribuire a prevenire ulteriori violazioni. La sicurezza degli operatori e dei partner locali è sempre più precaria e numerosi progetti rischiano di essere rallentati o sospesi proprio mentre aumentano i bisogni della popolazione

«Di fronte a questa escalation non bastano più dichiarazioni di preoccupazione. Il Governo italiano ha il dovere di agire con coerenza rispetto ai propri obblighi internazionali, promuovendo iniziative efficaci per fermare le violenze e garantire la protezione della popolazione civile palestinese. È il momento di sostenere misure concrete in Europa, a partire dalla sospensione dell’Accordo di associazione tra Unione europea e Israele finché continueranno le gravi violazioni del diritto internazionale, e in Italia con la sospensione di ogni esportazione e trasferimento di armamenti e materiali militari verso Israele e dall’approvazione di una legge che, in linea con la campagna Settlement Trade Ban, vieti ogni rapporto commerciale con gli insediamenti israeliani illegali nel Territorio palestinese occupato», dichiara Giovanni Lattanzi, presidente di AOI.