L’Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale (AOI) esprime forte preoccupazione per il rapido aggravarsi della crisi umanitaria e sociale che sta colpendo Cuba. Le condizioni di vita della popolazione sono sempre più allarmanti.
La crisi che da anni attraversa il Paese si è ulteriormente aggravata. Ospedali alle prese con una grave carenza di medicinali, dispositivi e materiali sanitari; interventi chirurgici rinviati; scuole costrette a sospendere o ridurre le attività; continui blackout che compromettono l’accesso all’acqua potabile, alla distribuzione degli alimenti e ai servizi essenziali; trasporti sempre più inefficienti; difficoltà nella raccolta dei rifiuti che aggravano le condizioni igienico-sanitarie delle città.
A pagarne il prezzo più alto sono, come sempre, le persone più vulnerabili. Le disuguaglianze si stanno ampliando: le famiglie che vivono esclusivamente di salari in moneta nazionale vedono erodersi rapidamente il proprio potere d’acquisto rispetto a chi ha accesso a redditi in valuta estera o alle rimesse. Le periferie urbane, le aree rurali, gli anziani, le donne e le persone con minori risorse economiche subiscono con maggiore intensità gli effetti della crisi.
Cuba attraversava già decisioni tardive, riforme incompiute e un difficile processo di trasformazione del proprio modello economico, alla ricerca di nuove risposte ma ancora incapace di invertire una crisi che rischia di alimentare ulteriormente le disuguaglianze. Su questo quadro si sono innestate le misure adottate dall’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, progressivamente irrigidite dal primo mandato fino a quello attualmente in corso. In un Paese fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio per la produzione di energia elettrica, le restrizioni sull’approvvigionamento energetico, le limitazioni al trasporto marittimo, il mantenimento di Cuba nella lista degli Stati sponsor del terrorismo e l’inasprimento delle misure coercitive unilaterali stanno producendo effetti concreti sulla capacità del Paese di garantire il funzionamento dei servizi pubblici, di importare medicinali, materie prime, pezzi di ricambio e altri beni essenziali.
“Si tratta di misure inaccettabili. Il mantenimento di Cuba nella lista degli Stati sponsor del terrorismo e l’inasprimento delle sanzioni economiche e finanziarie rappresentano strumenti di pressione politica privi di giustificazione che finiscono per colpire soprattutto la popolazione civile. L’attuale strangolamento energetico e commerciale compromette il funzionamento di ospedali, scuole, trasporti e servizi essenziali. Le sanzioni non stanno favorendo alcuna soluzione della crisi, ma contribuiscono a mettere definitivamente in ginocchio un sistema già estremamente fragile”, dichiara Giovanni Lattanzi, presidente di AOI.
In questo contesto continuano tuttavia a emergere forme di risposta e di resistenza da parte delle istituzioni locali, delle organizzazioni sociali e delle comunità. La capacità di resistenza della popolazione cubana è nota, ma non può essere invocata come soluzione permanente né sostituire la responsabilità della comunità internazionale.
Per AOI è urgente che la comunità internazionale favorisca il ripristino di canali umanitari efficaci e il rilancio della cooperazione internazionale. Cuba ha bisogno di poter accedere senza ostacoli agli aiuti umanitari, ai medicinali, alle tecnologie, alle fonti di approvvigionamento energetico e ai beni indispensabili per garantire i diritti fondamentali della popolazione.
“La crisi cubana non può essere affrontata attraverso l’isolamento. Servono responsabilità politica, dialogo e cooperazione internazionale, affinché siano prima di tutto le persone a non continuare a pagare il costo di decisioni politiche che incidono direttamente sulla loro vita quotidiana. Garantire l’accesso agli aiuti umanitari e rilanciare la cooperazione internazionale è oggi una responsabilità non più rinviabile”, conclude Lattanzi.