Salta al contenuto principale

AOI

Oltre 40 miliardi per la spesa militare, 17,2 miliardi per nuovi armamenti. Mentre le risorse per la cooperazione allo sviluppo diminuiscono del 13,7%. Per ogni euro in meno alla cooperazione, circa 51 euro in più alla spesa militare.

La legge di bilancio 2027 indica una direzione precisa nelle scelte di spesa del Governo: aumentano le risorse destinate alla difesa e all’acquisto di armamenti, mentre diminuiscono quelle per la cooperazione internazionale allo sviluppo. Secondo le stime dell’Osservatorio Mil€x, elaborate sulle tabelle del disegno di legge di bilancio, nel 2027 la spesa militare italiana raggiungerà 40,044 miliardi di euro, superando per la prima volta la soglia dei 40 miliardi. Si tratta di un incremento di oltre 6 miliardi rispetto al 2026, pari a circa il 18%.

Di segno opposto l’andamento delle risorse per la cooperazione allo sviluppo. Gli stanziamenti del Ministero degli Affari Esteri destinati a questo settore scenderanno da 863 a 745 milioni di euro, con una riduzione di 118 milioni, pari al 13,7%.

Il confronto restituisce un dato particolarmente significativo: a fronte di circa 118 milioni di euro in meno alla cooperazione, la spesa militare aumenta di oltre 6 miliardi. In altri termini, per ogni euro sottratto alla cooperazione allo sviluppo, la spesa militare cresce di circa 51 euro.

“Cinquantuno euro in più alla spesa militare per ogni euro in meno alla cooperazione: è un rapporto che restituisce con immediatezza la dimensione delle priorità indicate da questa manovra. La cooperazione internazionale è parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia, di solidarietà e di costruzione della pace. Ridurne le risorse significa indebolire la capacità dell’Italia di contribuire alla risposta alle disuguaglianze e alle crisi umanitarie, significa ridurre la capacità dell’Italia di contribuire alla pace mettendo a rischio milioni di posti di lavoro”, dichiara Giovanni Lattanzi, presidente di AOI

A questa riduzione si aggiunge il definanziamento di 150 milioni di euro previsto per il 2029 a carico del Fondo per il Servizio civile universale. Una scelta che riguarda uno strumento fondamentale di partecipazione, cittadinanza attiva e difesa civile non armata e nonviolenta.

“Non siamo di fronte a una semplice questione di coperture finanziarie. Sono scelte politiche. Il Governo ricordi che l’Italia ha assunto l’impegno internazionale di destinare entro il 2030 lo 0,70 per cento del reddito nazionale lordo all’aiuto pubblico allo sviluppo. È un obiettivo che lo stesso Governo ha riconosciuto nel Documento programmatico di finanza pubblica. Chiediamo al Governo e al Parlamento di correggere la manovra, ripristinare gli stanziamenti per la cooperazione internazionale e sottrarre le risorse per l’aiuto pubblico allo sviluppo ai tagli ricorrenti che, anno dopo anno, ci allontanano da quell’impegno. Servono aumenti programmati fin da questa manovra per avvicinarci allo 0,70 per cento. Chiediamo inoltre di salvaguardare il Servizio civile universale, che offre alle giovani generazioni un modo concreto di contribuire alla costruzione della pace”, conclude Giovanni Lattanzi, presidente di AOI.